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Trieste, Creator Evade 700mila Euro da OnlyFans e Fansly: e Scatta Anche la "Tassa Etica" del 25% (2026)

La Guardia di Finanza di Trieste scopre un creator che avrebbe nascosto 700mila euro guadagnati su OnlyFans e Fansly, più 60mila euro di "tassa etica" non versata. Cos'è la sovrattassa del 25% sui contenuti per adulti e perché ora colpisce i creator.

FanChecked
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10 lug 2026 · 6 min di lettura

Le Fiamme Gialle hanno pescato un altro pesce grosso della creator economy. Il 9 luglio 2026 la Guardia di Finanza di Trieste ha reso noto di aver scoperto un content creator locale che, secondo gli investigatori, avrebbe guadagnato circa 700mila euro tramite OnlyFans, Fansly e svariate piattaforme video per adulti senza dichiarare nulla. E questo caso ha un dettaglio che lo rende più di una normale storia di evasione: oltre alle imposte ordinarie, il creator avrebbe saltato 60mila euro di cosiddetta tassa etica, la sovrattassa del 25 per cento che si applica proprio ai redditi da contenuti per adulti. Ecco cosa è successo, come riportato da ANSA e dalla stampa italiana, e perché la tassa etica adesso riguarda ogni creator in Italia.

In breve
Secondo la Guardia di Finanza, un creator di Trieste con oltre 100mila follower su Instagram e decine di milioni di visualizzazioni avrebbe guadagnato circa 700mila euro da abbonamenti, contenuti personalizzati e mance nelle chat private su OnlyFans, Fansly e altre piattaforme per adulti, senza dichiararne nemmeno uno, con parte dei soldi transitata su conti esteri, come riportato il 9 luglio 2026. Gli investigatori contestano anche 60mila euro di "tassa etica" non versata, la sovrattassa italiana del 25 per cento sui redditi da produzione e distribuzione di materiale per adulti. È l'ultimo caso di una stretta che nel 2026 ha già colpito creator in tutta Italia.

Cosa ha scoperto la Guardia di Finanza a Trieste?

Secondo l'ANSA e la stampa italiana, i finanzieri della Compagnia di Muggia hanno ricostruito il business di un content creator della zona che monetizzava un seguito notevole: oltre 100mila follower su Instagram e decine di milioni di visualizzazioni sulle piattaforme video per adulti. Per gli investigatori i ricavi arrivavano dal mix classico dell'economia creator: abbonamenti mensili, vendita di contenuti personalizzati e mance digitali nelle chat private, su OnlyFans, Fansly e diverse altre piattaforme. L'attività, per la GdF, era svolta in modo abituale e in quello che viene definito completo anonimato fiscale, con circa 700mila euro mai dichiarati e parte dei guadagni transitata su conti finanziari esteri. L'identità del creator non è stata resa pubblica, e il caso è in fase di indagine.

Cos'è la "tassa etica" del 25 per cento?

Il dettaglio che distingue questo caso è la tassa etica. La legge italiana applica una addizionale del 25 per cento, in aggiunta alle imposte ordinarie, ai redditi da produzione e distribuzione di materiale pornografico e da altre attività che la norma classifica come eticamente sensibili. Fuori dall'Italia quasi nessun creator ne ha mai sentito parlare, e a quanto pare parecchi la ignorano anche dentro i confini: nel caso di Trieste gli investigatori contestano circa 60mila euro di tassa etica non versata, oltre all'evasione ordinaria, come riportato. La stessa sovrattassa era spuntata nel caso di Modena a giugno, dove sei creator sono stati trovati con circa un milione di euro non dichiarato. Per i creator adult italiani il conto è brutale: imposte ordinarie, più il 25 per cento, più le sanzioni se nascondi tutto e ti scoprono.

L'Italia applica ai redditi da contenuti per adulti una addizionale del 25 per cento, la "tassa etica", oltre alle imposte ordinarie.

Perché l'Italia continua a scoprire i creator proprio ora?

Perché l'era dei redditi invisibili dei creator è finita. Da quando sono in vigore le regole europee DAC7, le piattaforme che operano in Europa comunicano automaticamente i guadagni dei creator alle autorità fiscali, e gli investigatori italiani incrociano quei dati col vecchio monitoraggio del web: profili pubblici, follower e contenuti pubblicati vengono confrontati con i redditi dichiarati, e sono gli scostamenti a parlare. Il caso di Trieste segue l'ondata che abbiamo documentato nel nostro pezzo sulla stretta del fisco 2026 sui creator OnlyFans, da Rovigo a Piacenza, e dimostra che il ritmo non sta rallentando. Nemmeno far passare i soldi da conti esteri è servito: i flussi finanziari transfrontalieri sono esattamente ciò che le Fiamme Gialle sono attrezzate a tracciare, come mostra questo caso.

Indagine, non condanna
La persona coinvolta non è stata nominata dalle fonti e il caso è in fase di indagine. Tutte le cifre e le contestazioni sono riportate così come dichiarate dalla Guardia di Finanza e dalle testate citate, tra cui ANSA, a luglio 2026. I rilievi possono essere impugnati e nessun tribunale si è ancora pronunciato.

Cosa significa per creator e fan?

Per i creator la lezione è la stessa che quest'anno continua a ripetersi, solo con una voce in più sul conto: i guadagni da OnlyFans, Fansly o qualsiasi piattaforma sono reddito imponibile, e in Italia i contenuti per adulti si portano dietro anche la sovrattassa del 25 per cento che molti scoprono solo quando arriva la lettera. I dati veri sui guadagni, come i numeri che scomponiamo in quanto guadagnano le creator OnlyFans, dicono che la maggior parte dei creator incassa cifre modeste, ma chi sfonda è esattamente chi il fisco ora riesce a vedere. Per i fan in pratica non cambia nulla, anche se casi come questo ricordano che la creator economy è un'industria vera sotto controlli veri, e che l'anonimato su queste piattaforme è più sottile di quanto si creda, da entrambi i lati del paywall.

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Settecentomila euro di redditi invisibili erano la vecchia creator economy. Le comunicazioni DAC7, il monitoraggio del web e una sovrattassa del 25 per cento sono quella nuova.

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Domande frequenti

Cos'è la "tassa etica" sui guadagni OnlyFans?

L'Italia applica una addizionale del 25 per cento, nota come tassa etica, in aggiunta alle imposte ordinarie, ai redditi da produzione e distribuzione di materiale pornografico e per adulti. Nel caso di Trieste riportato a luglio 2026 gli investigatori contestano circa 60mila euro di tassa etica non versata, oltre a circa 700mila euro di ricavi non dichiarati.

Cosa è successo nel caso OnlyFans di Trieste?

Secondo ANSA e la stampa italiana, la Guardia di Finanza ha scoperto che un creator di Trieste con oltre 100mila follower su Instagram avrebbe guadagnato circa 700mila euro da OnlyFans, Fansly e altre piattaforme per adulti senza dichiararli, in parte tramite conti esteri. L'identità non è stata resa pubblica e il caso è in fase di indagine.

Come fa il fisco a scoprire i guadagni non dichiarati dei creator?

Con la combinazione di DAC7, la norma europea che obbliga le piattaforme a comunicare automaticamente i guadagni dei creator alle autorità fiscali, il monitoraggio del web su profili pubblici e visualizzazioni, e il tracciamento dei flussi finanziari compresi i conti esteri, stando a come sono stati raccontati i casi del 2026.

I creator di OnlyFans e Fansly devono pagare le tasse in Italia?

Sì. I guadagni da abbonamenti, contenuti personalizzati e mance sono reddito imponibile in Italia come ovunque, e i redditi da contenuti per adulti scontano in più la tassa etica del 25 per cento. I casi italiani del 2026, da Rovigo a Modena a Trieste, mostrano che i controlli sono attivi.

Nota. Questo articolo riporta contestazioni e risultanze investigative così come dichiarate dalla Guardia di Finanza e dalle testate citate, tra cui ANSA, a luglio 2026. La persona coinvolta non è stata nominata dalle fonti ed è presunta innocente; nessun tribunale si è pronunciato. Non è consulenza fiscale. FanChecked è una piattaforma di recensioni indipendente e non è affiliata, approvata o sponsorizzata da OnlyFans, Fansly o Fanvue.

#onlyfans#fansly#taxes#italy#news

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